[1]Che tu sia per me…
…un compagno per un viaggio immaginario. Ma hai sbagliato nel dire che forse non ho bisogno di un compagno reale. E’ esattamente il contrario: ho bisogno di un compagno reale per il mio ωviaggio immaginario. Quando scrivo queste parole sento battere il cuore. Mi succede sempre più spesso quando fantastico. Ecco, batte di nuovo. Sai che esiste un uccello chiamato “batticuore”?

viaggio immaginario: altalene mute chi tendono in tuo favore
più su più giù

…ci sono parole che ti appartengono a tal punto! ωImpronte della tua anima che in bocca ad altri appaiono solo come strumenti discorsivi o articolazioni linguistiche, nient’altro. Non avevo mai immaginato che conoscere il linguaggio di un estraneo potesse essere eccitante come il primo contatto con il suo corpo, il suo profumo, la sua pelle, i capelli e i nei.

Ondeggiare. Oscillare.

…te l’ho già detto che vedo noi due sempre immersi nel verde? Mi balena davanti il verde, quando penso a te. Un’ampia distesa di verde. Forse il ventre infinito del mare, forse un’antica foresta europea, forse solo un grande prato (avrei dovuto metterti in guardia, di solito i miei sogni finiscono all’altezza del prato). Tu sei seduta sull’erba, leggi un libro, e io un giornale. Tra noi c’è una distanza enorme. Un prato gigantesco e due estranei. Come portarli in un solo secondo ad abbracciarsi senza passare attraverso gli stadi intermedi e senza declamare le frasi che milioni di uomini e di donne hanno già rese insipide prima di noi?

E’ così anche per te?

hai per caso guardato la televisione, questa sera? C’era un programma che pareva fatto apposta per te, uno di quelli che ti piacciono. Mi ha ricordato anche le mie “distese d’acqua sconfinate e trasparenti”. Hanno mostrato una tribù che vive su un’isola del Pacifico: nella loro lingua i nomi delle cose non si dividono in maschile e femminile, bensì in “cose che provengono dal cielo” e “cose che provengono dal mare”. (E ho pensato a un’altra isola, sulla quale ci sono “ω cose che provengono da Yair” e “cose che provengono da Myriam”.)

Un’istantanea. Occhi ridenti e fuggitivi, mentre succhio linfa

[2]Nei fiori di loto che crescono alticerco un rimedio per il mio dolore, nei cicli di luce di torride estati, nel buio dei compiti più disperati. In cose chiarite per modo di dire, in cose che mai una cosa pronuncia, in giorni furtivi uno sguardo che brucia, parole complesse per te che dormivi. Cerco un rimedio per il mio dolore, cerco un sollievo che duri per giorni, cerco il problema e la soluzione, cerco una mappa con te che ritorni, potrei dirti tutto, mentirti per ore, per non dirti che, tu sei il rimedio e il dolore.Sarò cartomante sarò aviatoresarò soldato che va all’assalto, la pietra arenaria, i fossili e i frutti, sarò gommapiuma sarò il cobalto, la quintessenza del giardiniere, il meglio del meglio dell’alchimista, il fine chirurgo e lo scalatore, Giuda Iscariota e Giovanni Battista. Le folli scintille dell’acqua in fiamme, la terra fertile che partorisce, sarò foglie d’erba, sarò gita al faro, scrittore salmone che quasi impazzisce, e canti orfici e giro di vite, la pagina bianca e l’inchiostro più nero, colui che sopporta la gioia ed il tedio, paziente scienziato che cerca il rimedio. Sarò uomo/donna, l’eterna bambina, i raggi al mattino lo specchio riflesso, sarò il tuo poema, locanda in cammino, sarò più di prima già prima di adesso e canti orfici e giro di vite, la pagina bianca e l’inchiostro più nero, colui che sopporta la gioia ed il tedio, paziente scienziato che cerca il rimedio. Cerco un rimedio per il mio dolore, cerco un sollievo che duri per giorni, cerco il problema e la soluzione, cerco una mappa con te che ritorni, potrei dirti tutto, mentirti per ore, per non dirti che tu sei il rimedio e il dolore.[/2]

fra un po’ torneranno a bruciare le tempie e la gola

[1]Tratto da: Che tu sia per me il coltello, David Grossman, 2008
[2]Acustimantico – Fiori di Loto
© Tutti i diritti riservati

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

4 commenti in “Effe come …feuilleton?” {en passant}

  1. magnifica (al solito)

    L’inchiostro verde crea giardini, selve, prati,

    fogliami dove cantano le lettere,

    parole che son alberi,

    frasi che son verdi costellazioni.

    Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano

    come una pioggia di foglie su un campo di neve,

    come la statua l’edera,

    come l’inchiostro questo foglio.

    Braccia, cintura, collo, seno,

    la fronte pura come il mare,

    la nuca di bosco in autunno,

    i denti che mordono un filo d’erba.

    Segni verdi costellano il tuo corpo

    come il corpo dell’albero le gemme.

    Non t’importi di tante piccole cicatrici luminose:

    guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle.

    Octavio Paz

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