Mi specchio chiuso nelle carni
poi chiudendo gli occhi
giro le spalle e ti dico
“Vieni, entra, stai“
Che questo corpo è casa per te
Tua ogni pietra di me
Tuo il greto del fiume
Il seme della vita tuo.

– Con la melodia di Henry Mancini {The Big Lebowski}
Fotografia © Gabriele Rigon
Poesia © Demetrio Paolin
Tutti i diritti riservati

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

9 commenti in “Elisir” {en passant}

  1. Ecco dunque
    che bella come sempre m’appari,
    Incantatrice
    tra lenzuola di seta
    e aquile in cielo pronte
    a ghermire la destinata preda

    Ma anche se degli Dèi la preferita
    ricorda che a un Re qual sono
    e fui nulla mi puoi rifiutare,
    né i baci né le torture

    Ora aggiorno il link al tuo blog allora. Temevo d’averti persa ed invece hai solo cambiato la tua casetta. 😉

    Baci tutti per te, KaramellINA bella

    beppuccio

  2. Sai?,
    c’è gente che mi vuole dio
    e scrivono
    fantastiche storie che mai ho procurato.
    I potenti hanno bisogno
    dell’arma più perfetta.
    E sarò l’arma più perfetta.
    L’inganno
    è ciò che più dura.
    E qualcuno, così,
    qualsiasi giorno,
    parla di questa serata
    dove tanto t’amo e bacio
    il tuo corpo fatto di corpo e di niente.
    Marc Granell

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