Una finestra del salone sottostante si richiuse e una tenda si abbassò.
Qualcuno aveva visto ma non si era mosso, non aveva fatto nulla per impedire qualcosa. Pochi minuti dopo correvano tutti quanti per la strada alta, disordinatamente, con gli impermeabili e le giacche in testa, sotto uno di quegli acquazzoni improvvisi che erano una specialità di fine febbraio. Pareva che l’acqua del cielo decidesse di scaricarsi tutta sulla città e tutta nel giro di pochi minuti.
Carlotta non sapeva correre sui tacchi che portava. Ad aspettarla ci pensò suo cugino, Lucas, che era solo con Anna in testa a tutti. Lei filava come un diretto, sguazzando giocosamente.
Quando arrivarono, con notevole distacco, sotto il portico asciutto della villa, lui la sollevò per aria, sventolandola come una bandiera.
‘Non ho mai corso così da quando avevo dieci anni’.
La mise a terra e disse: ‘Ma quanto pesi tu? Due etti?’
Lei rideva. Aveva una ciocca attraverso la guancia, una goccia sul naso più piccolo del mondo e gli occhi come fari. Baciarla fu naturale, quasi involontario.
Era piccina, tenera, bagnata e non aveva immaginato quel bacio.
E adesso avrebbe dovuto dirle: ‘scusami non avrei dovuto farlo’, ma non gli fu assolutamente possibile.

Un momento dopo le tetre sale della villa si riempivano di risate, di rivoletti d’acqua, di gergo goliardico e di erre rotolanti.
Nella biblioteca in fondo al corridoio il Sig. Alver alzò gli occhietti a spillo e scricchiolò:
‘ho l’impressione che abbiamo visite…’

[1]Nascondi il tuo volto, così il mondo non ti troverà.
Masquerade!
Ogni volto una diversa ombra
Masquerade!
Guardatevi intorno, c’è un’ altra maschera dietro di voi!
Verde e nero. Regina e sacerdote. Tracce di rossetto.
Take your fill
let the spectacle
astound you.

[1] Il fantasma dell’Opera (The Phantom of the Opera), musical del 1986 composto da Andrew Lloyd

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

8 commenti in “Masquerade” {en passant}

  1. Grazie mille per gli auguri, e non importa davvero se è passato del tempo, dopotutto tra di noi sono certo che quello che dimentica maggiormente le date da ricordare sono io!

    E poi mi inviti anche ad una festa, direi che i tuoi auguri sono esemplari. 😉

  2. Lo so che son stato uno sciagurato

    T’avevo promesso amore eterno

    invece altro non era che la mia paura,

    un orrore piumato, un corvo bruno

    appollaiato sull’epitaffio inciso a freddo

    sul bianco marmo della mia amputazione

    Riposano davanti all’ingresso

    due angeli lanceolati, senza sesso

    Ma han bocche rosse da sgualdrine

    e lunghe ali sulle spalle ripiegate

    Le campane battono incessantemente

    Si portano l’una contro l’altra a peso morto

    L’eco loro si spande in lungo e in largo,

    spaventa il mite e il collerico in egual modo

    Non si può sfuggire al nudo dolore

    che m’hai dato!

    La stola cremisi che amavi, per me

    incubo ricorrente sta ancora appesa

    là dove la lasciasti l’ultima volta

    che in punta di piedi venisti a trovarmi

    E il crocifisso vergognoso gli tiene compagnia:

    agli scuri bussa forte il vento e fa tremare,

    scuote il tessuto e il legno del supplizio

    al muro condannato con un unico chiodo

    So d’esser stato un bastardo di tutto punto

    Ma quando quella volta ti ho raccolta

    fra le mie braccia, pesavi quanto un fiore

    Come potevo immaginare che il camposanto

    presto avrebbe così presto preso nel suo grembo

    il nostro addio, tutto l’amore che tra urla

    e sudore i nostri corpi si scambiarono?

    Non pretendo il perdono né il mondo

    Ogni cosa della vita intera è andata in rovina

    Però vorrei almeno che da me ti trascinassi

    per portarmi via con te, là dove ora riposi

    Accompagnami ancora sul tuo seno

    Voglio anch’io riposare e nell’oblio finire

    ma insieme a te, insieme a te per sempre

    Beppe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *