[1]Ci sono momenti nella vita di un artista in cui la voglia di giocare diventa preponderante; aumenta cioè il desiderio di riscoprire e riassaporare, da adulti, le emozioni e i segreti dell’adolescenza, ma senza l’innocenza di quegli anni, piuttosto con la consapevolezza, l’astuzia del presente. Questo libro, comunque, diventa un autentico fenomeno editoriale. Tradotto nei principali paesi europei, tocca le 500.00 copie vendute.
Milo Manara, dopo un apprendistato fatto di riviste di fumetti popolari ripetitivi ha iniziato nel 1977, con HP e Giuseppe Bergman, il suo viaggio nel fumetto d’autore o meglio nella letteratura disegnata.

In questo viaggio, finora, ha realizzato storie molto belle ed importanti, raffinando sia il segno che il ritmo narrativo.

Fu nella primavera del 1982 che ricevette una telefonata da Luciano Oppo, direttore di Playmen e persona brillante, che mi chiese chi avrebbe potuto disegnare una bella storia erotica appositamente per la rivista. La mia risposta, senza incertezze, fu: Milo Manara. In seguito il disegnatore veronese e Oppo s’incontrano in via del Casale Piombino, sede della rivista, per definire i dettagli e fu proprio in quella occasione che Milo vide Franco Valobra, che sarebbe diventato uno dei protagonisti della famosa scatoletta dal Professor Kranz.
Dopo l’incontro con Oppo, Manara partì per l’India e, in maniera a volte rocambolesca, spedì le strisce a Roma. Un assaggio di Un Gioco – in bianco e nero – vide la luce nel novembre 1982 sul numero sei della preziosa rivista Glamour. Il debutto vero e proprio, a colori, avvenne invece su Playmen nel gennaio 1983. Sempre nel 1983 la storia venne tradotta in Francia sulle pagine de L’Echo de Savanes con il titolo: Le Déclic; a dicembre dello stesso anno uscì la prima edizione in volume per i tipi de L’echo de Savanes/Albin Michel. In Italia il libro venne pubblicato nel giugno 1984, nella collana Biblioteca Totem per le Edizioni Nuova Frontiera, con il titolo Il Gioco. A questo punto c’è da registrare una piccola curiosità editoriale: il titolo nasce con un articolo indeterminativo e finisce con un articolo determinativo, nasce cioè come Un Gioco e finisce come Il Gioco.
Cosa abbia causato questo cambiamento non ci è dato di saperlo. Certamente questo non muta la sostanza delle cose, ma avremmo preferito venisse conservato l’articolo indeterminativo.
Il Gioco assume quasi un tono perentorio e definitivo, Un Gioco lascia aperto lo spettro della possibilità e si propone come uno dei spettacoli che affollano il palcoscenico della rappresentazione.

Il 17 aprile 1984 esce in Francia il film Le Déclic, tratto dalla storia di Manara che collabora alla realizzazione di questo lungometraggio, la regia è di Jean-Louis Richard, il dottor Fez è Jean-Pierre Kalfon, Claudia è Florence Guerin (anche se avremmo preferito al suo posto la sconosciuta attrice che compare nello spot pubblicitario del film). Sulla scia del film, L’Echo de Savanes/Albin Michel stampano un’edizione di lusso del libro,tirata in mille copie numerate, firmate dall’autore e contenenti una serigrafia inedita. Ma non è finita, perchè sempre Albin Michel, con nove acquerelli realizzati da Manara per la preparazione del film, realizza un portfolio, di rara bellezza, tirato in 250 copie. Per il momento l’ultimo atto di questa avventura editoriale, anche se non è detta l’ultima parola, è il libro che tenete tra le mani. Si tratta di un’edizione a colori curata da Laura Battaglia, indubbiamente la più brava colorista italiana. Ho raccontato tutta la storia di questo Giuoco perchè è singolare e nello stesso tempo quasi unica nel panorama fumettistico.
Mai storia è stata sfruttata così ampiamente da un punto di vista editoriale e così repentinamente nel cinema. Entriamo ora nel merito di Un Giuoco. Prendendo a prestito un concetto musicale potremmo definirlo: uno scherzo.

Nell’Enciclopedia della musica Garzanti alla voce scherzo si legge: «Termine con il quale, nel Seicento, si indicavano brevi brani a più voci, a carattere vivace e popolare».

In fondo, Un Giuoco è proprio questo: un piccolo racconto che principalmente è un divertimento e come tale va gustato. Come tutti i divertimenti, poi, anche questo contiene dei lampi interessanti, che lo innalzano al di sopra della media. Ma vediamoli nel dettaglio.Intanto una segnalazione merita il singolare potere della scatoletta che costringe Claudia ad esibirsi in un vasto repertorio di varianti erotiche, che Manara sa ambientare con fine ironia. Lo schema narrativo, proprio perchè un gioco, è incalzante e non induce in pause stuccose. Non mancano, poi, le situazioni comiche, come la scena che si svolge all’Hòtel Alpen. Non mancano nemmeno citazioni intriganti, come quella fatta al Casanova di Fellini, film che Manara considera in assoluto il capolavoro del cinema erotico; un’altra citazione divertente si trova nella somiglianza della parabola, e nel finale della fisica, di Aleardo, marito dell’Angelo Azzurro/Lola-Lola/Marlene. Simpatico fuori di misura il dottor Fez, vero protagonista e regista del gioco. Altrettanto simpatica la pagina finale in cui Claudia, dopo infiniti rimorsi, accetta il gioco della scatola e chiede ad un ignoto interlocutore, forse Manara, che venga messa al massimo.

Un Giuoco, insomma, è un’operina consigliabile a tutti i moralisti che popolano la terra, per far loro capire che esiste un modo divertente di trattare l’erotismo, al di là della noia e del cattivo gusto delle luci rosse. Quanto a Manara non posso che augurargli di scrivere come fece G. Marx: Le memorie di un irresistibile Libertino.

 

NOTA PER GLI APPASIONATI:
Se conoscete blog, spazi web, iniziative, novità, e/o curiosità varie, riguardanti La Letteratura disegnata&CO. vi sarei immensamente grata per la segnalazione. Ringraziandovi fin d’ora per la collaborazione.

SEGNALATI DA Daniele Tarlazzi:
Fumettando


[1]A cura di Vincenzo Mollica, Milo Manara – Il Gioco
Olympia Press Italia – Milano
Edizione CDE spa – Milano – Italy
Milo Manara

IN COPERTINA: Milo Manara, Il gioco
Nell’aria le note di: Ennio Morricone, Sospiri da una radio lontana
© Tutti i diritti riservati

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

7 commenti in “Eros letteratura disegnata & Co.” {en passant}

  1. Mia cara tezzora, Manara non è tra i miei preferiti, ma il gioco è sicuramente la sua opera più rappresentativa.

    Sono molti i blog di fumettisti, così come sono tantissimi i siti e le mailing list… occorre solo sapere a quale lato della letteratura disegnata vuoi avvicinarti di più…

    Sai c’è il manga, i comics americani, il fumetto franco/belga, il fumetto d’autore, l’autoproduzione, l’alternativo,l’indipendente, il popolare… per quel che mi riguarda conosco molto bene mailing list e siti che trattano di fumetto popolare. (guarda su http://www.ayaaaak.net)

    Uno “smack” formato gigante

    Tuo

    Tarlo

  2. Love Manara…

    nei miei racconti l’autobiografismo ha sempre un posticino… a tutti il dubbio di non sapere mai cosa ha un segno nella mia vita, cosa no!

    è il bello del raccontar(si)e raccontare!

    Un bacione e buonanotte

    Aleks

  3. milo manara lo conosco bene come autore, da tanti anni e mi è sempre piaciuto (alcuni volumi presi ai tempi di corto maltese e il disco di davide riondino uscito in edicola sempre tanti anni fa, bello, con la grafica tutta sua, bello).

    Mi fa piacere che ti piaccia Manara =)

    ciao Angie =*

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