[1]«…ogni uomo uccide ciò che ama, questo da ognuno sia udito.
Alcuni lo fanno con uno sguardo amaro, alcuni con linguaggio forbito; il codardo lo fa con un bacio, con la spada lo fa l’ardito. Alcuni da giovani uccidono l’amore, altri quando sono anziani. Lo soffocano alcuni con la lussuria, altri con l’oro nelle mani. I più pietosi usano il coltello perchè i morti siano freddi l’indomani. Chi ama poco, chi troppo a lungo. Chi vende, chi gli fa onore. Chi compie il gesto con tante lacrime, chi senza dolore, perchè ogni uomo uccide ciò che ama, ma non finisce sempre al creatore…»

Non tutti vengono condannati per aver ucciso l’amore. C’è un uomo, un giovane detenuto che invece sarà impiccato per questo. A lui e a tutti quelli come lui Oscar Wilde dedica ‛La ballata del carcere di Reading’: un inno di pietà per l’essere umano. Lui parla di un altro, parla dei prigionieri, parla di un condannato a morte. Nel 1895 Oscar Wilde, il gaudente, il dandy, il raffinato esteta, viene condannato a due anni di carcere per sodomia. In prigione assiste all’esecuzione di un uomo, colpevole di aver ucciso la propria moglie per gelosia. Dall’esperienza del carcere e da quell’episodio nasce ‛La ballata del carcere di Reading’. E’ sdegnato per quello che ha visto. E’ sdegnato per come l’uomo è capace di trattare l’uomo; ha toccato il male e vuole denunciarlo…

«Le azioni più vili, simili ad erbe avvelenate, vigoreggiano nell’atmosfera del carcere. Là dentro si sciupa solo ciò che è buono nell’uomo. Ogni angusta cella che noi abitiamo è un’infetta e cupa latrina e il fetido soffio della morte vivente soffoca ogni abbaino sbarrato…»

Chi si accosta a questa opera si accosta con una forma mentale completamente diversa, che si aspetta tutt’altro da Oscar Wilde, magari nei ritratti di gioventù, nel Il Ritratto di Dorian Gray, oppure nei drammi teatrali. Lui stesso affermava: “Il talento l’ho messo nelle mie opere. Il genio nella mia vita”. Nel La ballata non è più l’anticonformista, il provocatore, il cultore della bellezza, ma un uomo passato al setaccio dal dolore. Della sua visione della vita non resta che l’essenziale. I detenuti sono accumunati dallo stesso dolore e O. Wilde soffre insieme a loro e si chiede se sia giusto che l’omicidio venga ripagato con un altro omicidio, che il sangue debba chiamare altro sangue. «Queste non sono leggi cristiane” – afferma nel La ballata -‛queste leggi non conosco il perdono.»

La ballata del carcere di Reading è un inno alla pietà, una pietà sconosciuta agli uomini, ma percepita da chi vive il dramma del patibolo. E la pietà del Cristo, l’unica, secondo Wilde, che giunge fino al cuore umano, che si spezza nella cella o nel cortile di un carcere. Il Cristo diventa compagno di sofferenze, che più che testamento spirituale, la dimostrazione di un processo di maturazione compiuta dall’artista verso la vita: «Beati coloro i cui cuori si spezzano e guadagnano la pace del perdono…»

QUESTODAOGNUNOSIAUDITO
17.18 Dicembre 2007 – 1 Gennaio 2008
A sostegno della campagna di [2]Nessuno tocchi Caino
Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni
all’abolizione della pena di morte.

E lunedì è il giorno delle streghe,
Angie

[1] La ballata del carcere di Reading, Oscar Wilde, Reading, Berkshire, 7 luglio 1896
[2] Nessuno Tocchi Caino (www.nessunotocchicaino.it
Nell’aria le note di: Angie, Verdena
© Tutti i diritti riservati

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

6 commenti in “La ballata di Angie” {en passant}

  1. Che bel pezzo hai messo in sottofndo…e quanto è ricercato tutto questo post. Di certo non mi convincerai a leggere Wilde… traumi liceali… ma di certo in soggetti non prevenuti metti su una gran curiosità!

    Un bacione e notte

    aleks

  2. beh mi hai regalato un momento culturale non da poco…

    quante cose mi insegni…

    facciamo così se tu sarai la mia maestra…^_^…io ti aiuto a fare un pupazzo di neve…che ne dici?!’?!

    ti bacio…lieve come un fiocco di neve…

  3. Il mio sottofondo sono i ministri

    mi aggiornerò sui verdena (sono stato segretamente innamorato per due anni della loro bassista… oltre ad averli seguiti nei primi anni di lavori)

    Mi pero tra le righe di ciò che hai scritto… ancora. Ma la voglia mi passa ogni volta. Certo che il trauma con Wilde deve essere stato violentissimo!

    Un bacione e buonanotte

    Aleks

  4. Una testimonianza senza pari per un evento che si spera sia l’inizio di un processo di civilizzazione planetaria. E siamo a qausi tre secoli dall’umana intuizione di Beccaria che viveva in tempi crudeli. Oscar Wilde qui esprime drammaticamente la sua grandezza. Ti ringrazio, con commozione.

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