D’altronde ho perso lo spirito di classificazione.
Non sono più capace di mettere da un lato la realtà e dall’altro il sogno. Non posso nè afferrare, nè negare. Non esiste più che un solo universo ( … ) del quale possiedo tutte le leve di comando a sorpresa.

“Ho dipinto tante volte varianti dello stesso tema
e tutte le varianti insieme non danno ancora che una frazione della realtà dell’irreale…”

 

Atmosphere 2010, Olio su tela 36″ X 36″, Damien Loeb
Nell’atmosfera le note di Emma Shapplin, Il quinto cielo
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A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

7 commenti in “Principio di indeterminazione” {en passant}

  1. Se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in
    dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci dev’es-
    sere anche qualcosa che chiameremo senso della possibi-
    lità, [che] si potrebbe anche definire come la capacità di
    pensare tutto quello che potrebbe egualmente essere.
    ROBERT MUSIL, L’uomo senza qualità, parte I, cap. IV.

  2. In quell’universo potrebbe risiedere e la tua realtà e il sogno, non scissi, talvolta alternati, altra preponderanti, comandate da quelle leve, come quella mano che sembra dirigerne l’intima profonda musicalità, allora quelle melodie troveranno l’armonia.

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