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Born to die

[1]Luoghi imponenti, cattedrali, dee assise, e ai lati del trono felini a guardia delle proprie vulnerabilità.

M ’affiderò al caso, a voci che dentro mi diranno d’appartenerti(mi), saprò dove incontrarti, in uno scenario metropolitano o in interno interiore, ovunque di Te complementare, sarò a casa mia.
Vago in una notte di pioggia a far scorte di lacrime, mi sfiorano i bolidi, se impatterò vorrei che fosse con il tuo, ma sento che i miei occhi mi regalano il tuo volto, e con esso ritrovo la strada, accantono lo smarrimento, perdonami, da bambina famelica ho preso tutto per il timore che non avrei trovato altro, ma solo in Noi, erano celate le risposte.
Con ognuno che arreda se stesso nel cuore dell’altro, lunghe sequenze di vita, senza intervento, senza montaggio, per rivedersi, come eravamo, e ritrovarsi come ora siamo, così, semplicemente, nel nostro interno.


[1] Born to die, scritto in collaborazione con Sergio Salvi
In copertina: Lana Del Rey, Born to die rif.
Nell’aria, le note di Lana Del Rey e il pop glam
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6 Commenti

  1. Farfalla bruna dolce e definitiva
    come il campo di grano e il sole, il papavero e l’acqua.
    Arreda la tua mente e vivi lì,
    fuggi la fosca fiera dei felici.
    Devi soffrire meglio di così
    Se vuoi sventare i loro malefici.
    P. Valduga

  2. “Con ognuno che arreda se stesso nel cuore dell’altro” è una bella metafora. Sa di Ikea. Ma la bandiera americana va sostituita con quella svedese.
    Lei non la conosco…

  3. Era solo una notizia che ho letto e mi ha fatto ricordare di te che ne avevi parlato. Non la conoscevo. Il post così come il testo della canzone sono molto intensi.
    Scusami, non volevo apparire insensibile.