Rincorrendo il giorno, nella sua sonorità

Intorno al melograno si narrano leggende poetiche, luminose come l’estate, teneramente nostalgiche come l’autunno.
Tu vedi come è fatta la melagrana? Sembra un sacchetto di cuoio legato in cima da un filo invisibile, e che dentro contiene dei chicchi lucenti, come rubini.

Da qualche tempo ho trovato un passatempo giocoso: esplorare lo strano mondo delle formiche. Molte delle cose che vedrai ti lasceranno perplesso. Due formiche s’incontrano. Si toccano le antenne, le strofinano e le fanno vibrare, si danno dei colpetti reciproci poi se ne vanno.
Cos’hanno fatto? Hanno forse comunicato con il tatto? Così ritengono gli esperti.
Nel mio studio capitano spesso farfalle, cavallette, vespe con quel loro corsaletto settecentesco a strisce di ebano e zafferano, e le formiche, ma non mi è mai venuta l’idea di interrogarli.” (n.d.r.) Eppure a guardare da vicino questi piccoli insetti, vieni trasportato in un paese delle meraviglie e loro si che avrebbero molto da dire su un argomento che vi era sembrato arido, come pure ciò che mille volte avete guardato e udito distrattamente può divenire molto interessante:

▪ Il resistere di certi fiori, lì e là, ai bordi dei prati e in luoghi umidi, che ti sembrerà di avere sotto al naso una tavolozza di un prosperoso Pittore impressionista ▪ un vecchio mulino che odora ancora di farina ▪ i filari delle viti ▪ le rane che riempiono l’aria del loro gracidare sempre uguale ▪ il grillo termometro che con il suo canto ritmico riempie le notti della tarda estate e mentre ascolti quel ritmo regolare prendi l’orologio e conta il numero di richiami che fa l’insetto per minuto ▪ l’erbaccia dalle foglie sottili e allungate con radici tenacissime che invade i vivai delle margherite ▪ le impronte delle zampette delle paperelle ▪ quando i gatti se ne stanno per delle ore immobili paiono sapienti in meditazione ▪ la coda del cane che batte sul pavimento ▪ un vivo raggio di sole che accende i colori del tappeto ma riposa perché il tappeto non manda riflessi ▪ una fotografia e l’inestimabile tenerezza di un ricordo in quel candore che confonde i contorni e le lontananze ▪ i filari delle viti ▪ le rane che riempiono l’aria del loro gracidare sempre uguale ▪ il grillo termometro che con il suo canto ritmico riempie le notti della tarda estate e mentre ascolti quel ritmo regolare prendi l’orologio e conta il numero di richiami che fa l’insetto per minuto ▪ l’erbaccia dalle foglie sottili e allungate con radici tenacissime che invade i vivai delle margherite ▪ le impronte delle zampette delle paperelle ▪ quando i gatti se ne stanno per delle ore immobili paiono sapienti in meditazione ▪ la coda del cane che batte sul pavimento ▪ un vivo raggio di sole che accende i colori del tappeto ma riposa perché il tappeto non manda riflessi ▪ una fotografia e l’inestimabile tenerezza di un ricordo in quel candore che confonde i contorni e le lontananze.

Più in là, in un altro silenzio
i rintocchi dell’orologio fanno sobbalzare:
Squillo a distesa: dindin, dindin, dindin.
Chi mai sarà?

Un’armoniosa bellezza si compone lentamente, tra i vari contorni delle piccole cose, le cui linee si tendono verso il confine del cielo. Felici coloro che, aprendo una finestra, abbiano innanzi a se un’ampiezza libera di campi o una superficie palpitante di mare! Ma se anche l’orizzonte è angusto, e non vi sia che la superficie che si sgretola di un vecchio muro di cinta, nessuno vi potrà vietare di seguire con quale effusione la luce moltiplichi, sopra i suoi riflessi e vi doni incantevoli disegni ornamentali dalle linee sconfinate, prosperose e vaste.
Intanto fuori il cielo va rischiarandosi e spunta il sole e ciascuna cosa nella luce prende forma e colore: nasce.

Gocce di splendore
come chicchi lucenti dalla sorgente copiosa
rimbalzano.
Il vento che s’alza
raccoglie il mistero di quella musica
e la diffonde dappertutto.

Beati voi se riuscirete a scovarne uno!^.*

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

6 commenti in “Una melagranada” {en passant}

  1. …sembra di ricevere delle carezze se solo ti si legge e mi piacciono i tuoi passatempo da acuta osservatrice .Il tuo blog é veramente carino elegante e raffinato e penso che ti rifletta completamente. Un abbraccio Raf

  2. Spacca la melagrana…

    a A.S.

    spacca la melagrana

    e scarta la scorza che allappa

    tinge di nero le dita

    e smorza i bottoni delle papille

    schiaccia e succhia la frescura rubina

    i grani della vita

    sono di grana fina

    e se ne apprezza il sapore

    con forte dentatura

    rinegozia l’esistenza

    e restituisci al corpo il suo sudore

    il suo ardore

    non lasciare

    che a fare da mantice al fuoco

    resti sola e senza fiato

    poi che opprime il costato

    corri all’arca del mare

    a scovare la ricchezza del corpo desviato

    e placare il rimorso della siccità

    nell’onda che s’azzuffa e si bacia e t’inonda

    schiumando di fierezza

    Jolanda Insana

  3. Squillo a distesa:

    dindin, dindin, dindin.

    Una distesa infinita di ragazze squillo che chiedono dindin?

    Un’immagine inquietante quanto the sunrise of living dead

    🙂

    Buon finesettimana ^^

    P.S.: invece è sempre molto sensuale il tuo blog e non solo quello…

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