New thinking. New possibilities
Il deserto è arido
Il blues è roba da vecchi
I pesci nuotano nell’acqua
Il deserto è arido
Il blues è roba da vecchi
I pesci nuotano nell’acqua
Io sono dentro tutte le cose che osservi che cerchi che penetri
e più in là in una profondità
che è solo mia.
La piazza brulica perchè è domenica e i tavolini del caffè hanno invaso il marciapiede, come una marea fino all’orlo. Nella piazza girano le automobili, il giorno è tiepido: voglia di gioia riempie l’aria di un polline d’argento, gli stridi delle rondini calano tra la gente a eccitarla dal cielo, che è un fascio di rosa.
Non ci sarà mai più un film in grado di far esplodere e dividere pubblico e critica come fece, da quel 5 febbraio 1960, La dolce vita di Federico Fellini. Un titolo storico. Una data storica. Un capolavoro, comunque lo si giudichi.
Una volta le figlie di buona famiglia dovevano imparare a suonare il pianoforte e quasi sempre, alla fine, quando si arrivava al Claire de lune si innamoravano del loro maestro. Almeno così si vede nei film.
Mi specchio chiuso nelle carni poi chiudendo gli occhi giro le spalle e ti dico “Vieni, entra, stai“
Là, dove comincia, torna a finire la notte, là abita la presenza della tua voce. Di bianco accesa, esposta, là dove comincia il pensiero, vive già l’ombra della notte passata. Il posseduto sogno, ribelle e come distillato, brandisce e sferza l’aria.