La danza è un argomento di per sè affascinante, ma le figure del fotografo londinese Bertil Nilsson sono particolarmente sorprendenti: c’è qualcosa di ingenuo e allo stesso tempo epico.

 

Ph. Bertil Nilsson © Tutti i diritti riservati

 

A proposito di:Lóu { 2 idee 1 goccia d'enfasi }

sarà inquietudine estetica, vorace istinto del nuovo per il nuovo in omaggio a un che di antico. E la forma? Mettiamo che sia la stanza a tenere tutto insieme. Intensità della vita in contrasto con l’immobilità. Prospettive. Le Nove Porte {...} é la luce ad arredare le stanze

2 commenti in “É possibile fotografare un sussurro?” {en passant}

  1. Ho sentito dire di un gruppetto di turisti che, in un museo di Oslo, ha fotografato un quadro che la guida turistica, attraverso il megafono, ha definito il sussurro…. il sussurro di Munch.
    Era un gruppetto di anziani con grave deficit auditivo…

    Con la fantasia e un pizzico di relativismo spinto… tutto è possibile…
    E scusami per quel pizzico spinto…
    sod…ops… sono… spiacente

    Buon finesettimana

  2. la danza, quella dinamica che innalza, propedeutica a quel volo da cogliere, un 250° a 6400 asa? No! Più semplicemente sentire il movimento, e prima ancora la musica, quella interiore, e quel gesto privo di futuro, effimero, quello che la retina imprime nella memoria, quello dei danzatori che trapassando la soglia del dolore l’hanno impresso nei loro muscoli, talmente stupefacente, che vive solo un istante…e che solo l’etoile (le stelle estinte, la cui luce viaggia ancora) è in grado di reiterare, un battito d’ali…..un tempo immortale….un sussuro che deflagra, non servono orecchie, solo epica sensibilità

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