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The Old Ways

Plumbei gorghi s’accalcano verso riva, quasi a cercare di catturare le muse che mute si muovono lungo le sponde.

Di cetra antica, l’armonia si sprigiona nell’aire circostante, ed ivi con passo suadente s’attarda, in coda alle note, scevra, una figura, di eterea luce ammantata, quasi a voler spianare il cammino del giovine animo, a volerne mutare le nuove sorti, o meglio, a ridipingerle con sapiente arte.

Leggera come il vento si muoveva e di poco lo seguiva, ombra nell’ombra, di sangue pallido il volto, e negli occhi rilucea diamante e poi morte viva, ardita speranza, conclusa sorte, tutto poteva apparire, fatto di eterea speranza in un luogo di nulla. 

Passo con passo, seguitava l’ombra di luce al giovine in cammino, sulla strada, appariva maestra l’armonia d’incanto, ma pochi passi ancora e il nulla, di pallida luce, sarebbe restato.

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6 Commenti

  1. Fintanto che la luce te la porti dentro nessun passo la può oscurare.
    Angelica grazie del commento.
    Il tuo blog è molto bello.
    Manca una pagina in cui dici chi sei.
    Perchè sembra anche un luogo professionale 😉
    Ciao!

  2. Non siam forse noi ombre che occupano uno spazio, o che s’illudono di poter sconfiggere degli dèi l’ordine superno? Non corpi, ma ombre, fuggevoli ombre che inseguono consimili ombre, per incontrarsi, per perdersi, per seguire passi. Ma alla fine, quanti passi confusi e computati rimarranno? Forse solo l’eco, la musica, talvolta stonata, dei passi in lunga vita percorsi. E dovrebbe esser questa nostra consolazione?

    Quanti interrogativi esistenziali sollevi, cara Angelicuccia. Ma io son provetto filosofo, ed ora che t’ho messa alla sbarra, voglio proprio veder come te la caverai. 🙂

    Bacione a te, Angelicuccia. E serena sia la notte, di musica lieve

    beppuccioNon siam forse noi ombre che occupano uno spazio, o che s’illudono di poter sconfiggere degli dèi l’ordine superno? Non corpi, ma ombre, fuggevoli ombre che inseguono consimili ombre, per incontrarsi, per perdersi, per seguire passi. Ma alla fine, quanti passi confusi e computati rimarranno? Forse solo l’eco, la musica, talvolta stonata, dei passi in lunga vita percorsi. E dovrebbe esser questa nostra consolazione?

    Quanti interrogativi esistenziali sollevi, cara Angelicuccia. Ma io son provetto filosofo, ed ora che t’ho messa alla sbarra, voglio proprio veder come te la caverai. 🙂

    Bacione a te, Angelicuccia. E serena sia la notte, di musica lieve

    beppuccio

  3. Come poetessa incantatrice hai stoffa…
    (anche l’arpista ha molta stoffa…
    ma fortunatamente non va a a coprirle il belvedere ehmm 😮 ) )
    Una prosa intensa… ^^

    Buon fine settimana ^^

  4. delicatemente soave e graziosamente medievale il divenire del tempo traccia arpeggi misteriosi con volute sensuali, incantando il viaggiatore che si perde nel pallido divenire.
    Angelica, gentile donzella hai colpito ancora.
    Baci